venerdì 10 luglio 2009
venerdì 1 maggio 2009
giovedì 30 aprile 2009
Il Grande Proietti
Su "Repubblica" del 29/4 si tenta un bilancio dei primi 12 mesi da sindaco di Gianni Alemanno.
Titolo a tutta pagina in Cronaca di Roma: "Conti e sicurezza, il mio anno da sindaco".
Titolo a tutta pagina in Cronaca di Roma: "Conti e sicurezza, il mio anno da sindaco".
A cavallo tra pagina II e III, inoltre, compare un pezzo intitolato: "Promosso o bocciato" cui seguono faccette di personaggi mediamente famosi ai quali è stato chiesto cosa approvino e cosa non approvino nell'operato del nuovo sindaco.
La domanda è stata posta anche al GRANDE GIGI PROIETTI: Per quale motivo promuoverebbe Alemanno?
La risposta è da no-comment:

sabato 25 aprile 2009
mercoledì 15 aprile 2009
LODI: FIORANI CONTRO CAVALLI
riceviamo sulla mail di facebook; e stravolentieri pubblichiamo; con inutile sconcerto:
GIANPIERO FIORANI BLOCCA LA RAPPRESENTAZIONE A LODI DI UNO SPETTACOLO TEATRALE SULLA VICENDA ANTONVENETA/BANCA POPOLARE E DIFFIDA L’ATTORE GIULIO CAVALLI, ORGANIZZATORE DELLA SERATA
Lodi, 15 aprile 2009 – La decisione dell’attore e regista Giulio Cavalli di organizzare a Lodi la rappresentazione dello spettacolo teatrale “Previsioni meteo: diluvio universale – the rise and fall of Gianpy” di Eugenio de’ Giorgi, scatena le ire di Gianpiero Fiorani, che tramite i suoi legali diffida Giulio Cavalli dal dare corso alla rappresentazione e successivamente, non avendo ottenuto quanto richiesto, comunica di vedersi “costretto ad agire per ottenere il risarcimento degli ingentissimi danni che derivano dalla denunciata situazione di illiceità”.
Lo spettacolo, che era atteso a Lodi per il 23 aprile, è tratto dal libro Capitalismo di rapina di Paolo Biondani, Mario Gerevini e Vittorio Malaguti, (ed. Chiarelettere 2007) e ripercorre le tappe della scalata Antonveneta, la storia quotidiana fatta di corruzioni, manovre losche e intercettazioni imbarazzanti dei furbetti del quartierino.
Fiorani stesso, tramite legali, fa sapere che “è francamente sconcertante che, essendo in corso il processo relativo all’accertamento dei fatti si possa ritenere civile e legittimo rappresentare quanto accaduto in modo distorto, danneggiando così non solo persone a tutt’oggi innocenti, ma soprattutto il lavoro delle istituzioni”.
In seguito alla lettera di diffida di Fiorani a rappresentare lo spettacolo, è stata ritirata la disponibilità della location lodigiana prevista per la messa in scena, mossa che ha riconosciuto implicitamente a Fiorani il potere non solo di sopprimere uno spettacolo teatrale, ma anche di minare le forme dell’informazione stessa.
Un atto spiacevole quello di Fiorani nei confronti di Giulio Cavalli, che rappresenta un gesto di intimidazione per impedire che i cittadini lodigiani possano liberamente assistere ad uno spettacolo che si propone, attraverso materiali documentari, solo di fare informazione. Atto gravissimo e paradossale, considerato che lo stesso spettacolo è già stato rappresentato su Milano nel gennaio del 2009.
A questo proposito scrive l’avvocato Pietro Gabriele Roveda, legale di Giulio Cavalli: “lo spettacolo “Diluvio Universale” è stato in scena a Milano presso il Teatro Olmetto dallo scorso 12 gennaio 2009 e non risulta che l’Autorità Giudiziaria sia intervenuta ad inibirne la rappresentazione.
In merito alla possibilità che la messa in scena possa turbare il corretto svolgimento dell’attività processuale in corso, la decisione spetta unicamente all’Autorità Giudiziaria procedente, a cui il dr. Fiorani può indirizzare le proprie doglianze. Sommessamente rilevo che, per quanto si apprende dalla stampa, il dr. Fiorani è coinvolto in processi – in corso – anche presso il tribunale di Milano, che non ha ritenuto di bloccare le rappresentazioni in quella città. Per quanto attiene al merito dello spettacolo il dr. Fiorani potrà rivolgersi direttamente all’autore, pure se lo stesso spettacolo è la trasposizione fedele del libro “Capitalismo di rapina” (Biondani – Gerevini – Malagutti; ed Chiarelettere 2007), e riguarda quindi fatti già pubblicati.”
Ha dichiarato l’attore Giulio Cavalli: “La vicenda esonda dal merito di questo spettacolo nello specifico: qui si tratta di dover ribadire il diritto di rappresentare con il mezzo teatrale una vicenda nel cuore stesso della città in cui è nata. Il diritto di opinione (sia essa sulle colonne di un giornale o su di un palcoscenico) non è un rebus da giocarsi tra me e il dr. Fiorani ma molto più banalmente un diritto sancito dall’articolo 21 della Costituzione; proprio per questo lo rivendico con forza e convinzione. Lo stesso diritto che eserciteranno i cittadini spettatori nell’applaudire o criticare la rappresentazione. Nonostante il mio “religioso” attaccamento al teatro come forma di opinione mi sorprende che una semplice rappresentazione possa addirittura diventare d’intralcio per le istituzioni.
Le prenotazioni ricevute, il sostegno dimostratomi e soprattutto il neonato comitato organizzatore formato da diverse associazioni del territorio che gestiranno con noi la realizzazione della serata, dimostrano l’esigenza che lo spettacolo di De’ Giorgi sia visto e giudicato anche a Lodi.
Sono comunque pronto a bloccare la realizzazione dello spettacolo nel caso in cui l’Autorità Giudiziaria (e non certo il dr. Fiorani) dovesse ritenerlo opportuno.”
GIANPIERO FIORANI BLOCCA LA RAPPRESENTAZIONE A LODI DI UNO SPETTACOLO TEATRALE SULLA VICENDA ANTONVENETA/BANCA POPOLARE E DIFFIDA L’ATTORE GIULIO CAVALLI, ORGANIZZATORE DELLA SERATALodi, 15 aprile 2009 – La decisione dell’attore e regista Giulio Cavalli di organizzare a Lodi la rappresentazione dello spettacolo teatrale “Previsioni meteo: diluvio universale – the rise and fall of Gianpy” di Eugenio de’ Giorgi, scatena le ire di Gianpiero Fiorani, che tramite i suoi legali diffida Giulio Cavalli dal dare corso alla rappresentazione e successivamente, non avendo ottenuto quanto richiesto, comunica di vedersi “costretto ad agire per ottenere il risarcimento degli ingentissimi danni che derivano dalla denunciata situazione di illiceità”.
Lo spettacolo, che era atteso a Lodi per il 23 aprile, è tratto dal libro Capitalismo di rapina di Paolo Biondani, Mario Gerevini e Vittorio Malaguti, (ed. Chiarelettere 2007) e ripercorre le tappe della scalata Antonveneta, la storia quotidiana fatta di corruzioni, manovre losche e intercettazioni imbarazzanti dei furbetti del quartierino.
Fiorani stesso, tramite legali, fa sapere che “è francamente sconcertante che, essendo in corso il processo relativo all’accertamento dei fatti si possa ritenere civile e legittimo rappresentare quanto accaduto in modo distorto, danneggiando così non solo persone a tutt’oggi innocenti, ma soprattutto il lavoro delle istituzioni”.
In seguito alla lettera di diffida di Fiorani a rappresentare lo spettacolo, è stata ritirata la disponibilità della location lodigiana prevista per la messa in scena, mossa che ha riconosciuto implicitamente a Fiorani il potere non solo di sopprimere uno spettacolo teatrale, ma anche di minare le forme dell’informazione stessa.
Un atto spiacevole quello di Fiorani nei confronti di Giulio Cavalli, che rappresenta un gesto di intimidazione per impedire che i cittadini lodigiani possano liberamente assistere ad uno spettacolo che si propone, attraverso materiali documentari, solo di fare informazione. Atto gravissimo e paradossale, considerato che lo stesso spettacolo è già stato rappresentato su Milano nel gennaio del 2009.
A questo proposito scrive l’avvocato Pietro Gabriele Roveda, legale di Giulio Cavalli: “lo spettacolo “Diluvio Universale” è stato in scena a Milano presso il Teatro Olmetto dallo scorso 12 gennaio 2009 e non risulta che l’Autorità Giudiziaria sia intervenuta ad inibirne la rappresentazione.
In merito alla possibilità che la messa in scena possa turbare il corretto svolgimento dell’attività processuale in corso, la decisione spetta unicamente all’Autorità Giudiziaria procedente, a cui il dr. Fiorani può indirizzare le proprie doglianze. Sommessamente rilevo che, per quanto si apprende dalla stampa, il dr. Fiorani è coinvolto in processi – in corso – anche presso il tribunale di Milano, che non ha ritenuto di bloccare le rappresentazioni in quella città. Per quanto attiene al merito dello spettacolo il dr. Fiorani potrà rivolgersi direttamente all’autore, pure se lo stesso spettacolo è la trasposizione fedele del libro “Capitalismo di rapina” (Biondani – Gerevini – Malagutti; ed Chiarelettere 2007), e riguarda quindi fatti già pubblicati.”
Ha dichiarato l’attore Giulio Cavalli: “La vicenda esonda dal merito di questo spettacolo nello specifico: qui si tratta di dover ribadire il diritto di rappresentare con il mezzo teatrale una vicenda nel cuore stesso della città in cui è nata. Il diritto di opinione (sia essa sulle colonne di un giornale o su di un palcoscenico) non è un rebus da giocarsi tra me e il dr. Fiorani ma molto più banalmente un diritto sancito dall’articolo 21 della Costituzione; proprio per questo lo rivendico con forza e convinzione. Lo stesso diritto che eserciteranno i cittadini spettatori nell’applaudire o criticare la rappresentazione. Nonostante il mio “religioso” attaccamento al teatro come forma di opinione mi sorprende che una semplice rappresentazione possa addirittura diventare d’intralcio per le istituzioni.
Le prenotazioni ricevute, il sostegno dimostratomi e soprattutto il neonato comitato organizzatore formato da diverse associazioni del territorio che gestiranno con noi la realizzazione della serata, dimostrano l’esigenza che lo spettacolo di De’ Giorgi sia visto e giudicato anche a Lodi.
Sono comunque pronto a bloccare la realizzazione dello spettacolo nel caso in cui l’Autorità Giudiziaria (e non certo il dr. Fiorani) dovesse ritenerlo opportuno.”
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a futura memoria:
COSTITUZIONE ITALIANA
ART.21
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
ART.21
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
domenica 1 marzo 2009
*DE SIO / "IL LAUREATO"
The Dreamers Productions
IL LAUREATO
con Giuliana De Sio, Giulio Forges Davanzati, Antonio Petrocelli, Valentina Cenni, Giulia Weber, Paolo Gattini, Luigi Di Fiore
adattamento Terry Johnson dal romanzo di Charles Webb
versione italiana Antonia Brancati, Francesco Bellomo
con soggetti di Calder Willingham e Buck Henry
per concessione di Studio Canal
prodotto originariamenti sulle scene di Londra e di Broadway da John Reid & Sacha Brooks
scene Carmelo Giammello
costumi Teresa Acone
colonna sonora Renato Giordano con brani di Paul Simon & Art Garfunkel
regia Teodoro Cassano
visto a Caserta
Teatro Comunale
marzo 09
---------------
Giudith Robinson, affascinante, lontanea, estranea al mondo che vive intorno a lei, persa nell'alcool, vaga in una sorta di periferia dell'esistenza, come in un acquario popolato da creature che si lasciano vivere, lei sola della sua specie. Il sollievo della fuga, possibile solo in fondo al bicchiere, sembra placare la claustrofobia del conformismo che il vento dei pieni anni '60 tenterà di spazzare via. Anche il giovane Benjamin Braddock, da poco laureato, indifferente ai progetti che i genitori sognano per lui, ha smania di novità e la differenza di età tra i due non argina il caso che li porterà ad essere amanti. Comincia per loro, un confronto di solitudini senza implicazioni sentimentali fino a che Elaine, figlia di lei, entra come terzo incomodo in un rapporto già anomalo che il destino tinge ora di assurdo.
IL LAUREATO
con Giuliana De Sio, Giulio Forges Davanzati, Antonio Petrocelli, Valentina Cenni, Giulia Weber, Paolo Gattini, Luigi Di Fiore
adattamento Terry Johnson dal romanzo di Charles Webb
versione italiana Antonia Brancati, Francesco Bellomo
con soggetti di Calder Willingham e Buck Henry
per concessione di Studio Canal
prodotto originariamenti sulle scene di Londra e di Broadway da John Reid & Sacha Brooks
scene Carmelo Giammello
costumi Teresa Acone
colonna sonora Renato Giordano con brani di Paul Simon & Art Garfunkel
regia Teodoro Cassano
visto a Caserta
Teatro Comunale
marzo 09
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Giudith Robinson, affascinante, lontanea, estranea al mondo che vive intorno a lei, persa nell'alcool, vaga in una sorta di periferia dell'esistenza, come in un acquario popolato da creature che si lasciano vivere, lei sola della sua specie. Il sollievo della fuga, possibile solo in fondo al bicchiere, sembra placare la claustrofobia del conformismo che il vento dei pieni anni '60 tenterà di spazzare via. Anche il giovane Benjamin Braddock, da poco laureato, indifferente ai progetti che i genitori sognano per lui, ha smania di novità e la differenza di età tra i due non argina il caso che li porterà ad essere amanti. Comincia per loro, un confronto di solitudini senza implicazioni sentimentali fino a che Elaine, figlia di lei, entra come terzo incomodo in un rapporto già anomalo che il destino tinge ora di assurdo. ---------------
Spettacolo ovviamente ben fatto. Operazione commerciale ovviamente ben preparata. Pubblico ovviamente felice, allegro e plaudente.
Ma a cosa serve una cosa del genere? Chi ne sente il bisogno? Cosa la distingue da un supermercato o da una industria metallurgica o da un negozio griffato nella via più esclusiva del centro?
La De Sio è anche brava, non è questo il problema. Tuttava Pippo Baudo, intervistandola qualche giorno fa, più che farle i complimenti per le qualità artistiche, ha voluto sottolineare - una mezza dozzina di volte - quanto fosse stata splendida nella scena di nudo.
Ora penso che, magari, un'attrice preferirebbe che si dicesse altro del lavoro che svolge. E comunque la De Sio, nelle varie interviste relative allo spettacolo, usa la sua solita spocchia non tanto per riaffermare la propria statura d'attrice ma, più che altro, per dichiarare quanto si senta sexy e quanto si senta cattiva.
Spettacolo ovviamente ben fatto. Operazione commerciale ovviamente ben preparata. Pubblico ovviamente felice, allegro e plaudente.
Ma a cosa serve una cosa del genere? Chi ne sente il bisogno? Cosa la distingue da un supermercato o da una industria metallurgica o da un negozio griffato nella via più esclusiva del centro?
La De Sio è anche brava, non è questo il problema. Tuttava Pippo Baudo, intervistandola qualche giorno fa, più che farle i complimenti per le qualità artistiche, ha voluto sottolineare - una mezza dozzina di volte - quanto fosse stata splendida nella scena di nudo.
Ora penso che, magari, un'attrice preferirebbe che si dicesse altro del lavoro che svolge. E comunque la De Sio, nelle varie interviste relative allo spettacolo, usa la sua solita spocchia non tanto per riaffermare la propria statura d'attrice ma, più che altro, per dichiarare quanto si senta sexy e quanto si senta cattiva.
Boh. Io non me la sento di condannare questo lavoro. Però certo non lascerebbe traccia di sè neanche su un tappeto di zucchero a velo.
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